A raccontarla, sembrerebbe quasi una barzelletta, ed invece è accaduto realmente a Frascati dove l’esperienza pare sia costata ai protagonisti una capatina al pronto soccorso.
La notizia appare sul sito affaritaliani.it dove Fabio Carosi ci racconta quanto è avvenuto.
Tutto comincia una domenica d’estate quando un gruppo di venditori della società Tecnocasa viene ospitato in hotel per un “motivational day”.
L’obiettivo dell’incontro è quello di dare una sferzata di energia che aiuti a migliorare le proprie performance lavorative: la società ha deciso che i dirigenti devono aumentare la loro autostima e credere così tanto nelle loro capacità tanto da poter arrivare a camminare sui carboni ardenti.
Risultato: “in sette sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale di Frascati, mentre altri due sono stati dirottati al Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Sant’Eugenio. Gli altri potranno camminare tranquillamente con il consiglio di evitare anche la sabbia bollente.” spiega il redattore.
Non c’è da stupirsi se le forze dell’ordine, giunte sul posto, abbiamo dovuto, prima di tutto cercare reprimere sorrisi davanti alla scena.
Successivamente sono stati convocati in caserma i responsabili delle Risorse Umane della società immobiliare e il docente del corso.
Quest’ultimo è Alessandro di Priamo da 12 anni è il gettonatissimo motivatore per quelle aziende che hanno scelto la via americaneggiante alla formazione. Quella stessa formazione che utilizzando sedute outdoor lavorano sulla psiche attraverso metafore che transitano per giochi di gruppo, cene e corsi per diventare leader e che, ogni tanto, ricorrono a tecniche insolite come la passeggiata su i carboni ardenti.
La tecnica non è certo nuova e il motivatore ha avuto occasione di utilizzarla già molte volte nella sua carriera in incontri con rinomate società.
Ma cosa è andato storto, allora, questa volta?
Secondo quanto dichiarato dallo stesso Priamo ad affaritaliani.it, si sarebbe parlato di ricoveri quando, invece, la situazione ha portato a semplici medicazioni, ma ammette anche che “Sì, c’è stato un errore, ma tecnico. Era stata ordinata della legna e invece ne hanno portata un’altra e un inserviente per fare presto ha aggiunto anche della carbonella. Il risultato è che qualcuno ha messo i piedi su carbone a 1200 gradi invece che a 600. Sono pronto a spiegare tutto ai carabinieri, da anni faccio questo tipo di lavoro e una cosa del genere non mi è mai successa”. Tacciono gli ustionati. Meglio: soffrono in un silenzio fortemente motivato dal corso che hanno seguito.
fonte: affaritaliani.it