Anno Sabbatico per viaggiare: come lo chiedo al mio capo?

Una pausa dal lavoro lunga un anno? Sembra un sogno, ma con la giusta strategia ottenere l’anno sabbatico dal proprio capo è possibile.

Un diritto sancito dalla legge

Forse non tutti sanno che la legge 53/2000 prevede che il lavoratore possa assentarsi per un periodo di 11 mesi, purché sia per validi motivi e cioè gravi necessità personali o familiari, studio e formazione, svolgere opera di volontariato.
È un periodo non retribuito che spetta solo ai lavoratori con cinque anni di anzianità in azienda. L’azienda è tenuta a valutare la richiesta e a dare risposta, positiva o negativa, entro dieci giorni dalla data in cui si prevede che l’anno sabbatico abbia inizio, ma non necessariamente è obbligata a concedere il permesso.

Essere convincenti

All’estero lo chiamano gap year e non è una rarità, ma in Italia quella dell’anno sabbatico è una richiesta piuttosto atipica. Le assenze molto lunghe vengono concesse il più delle volte per maternità, o per motivi di studio e ricerca, generalmente a docenti universitari. È quindi importante che nel presentare la domanda al proprio capo si spieghino con chiarezza i motivi per cui ci si vuole assentare e che questi facciano pensare ad una crescita personale e professionale da cui l’azienda stessa può trarre vantaggio.

anno sabbatico

Adattare la domanda alle esigenze dell’azienda

Escluse gravi problematiche di salute, migliorare le conoscenze linguistiche, seguire corsi di formazione all’estero, dedicarsi ai più sfortunati, sono motivi che in genere aumentano la possibilità di vedere accettata la propria domanda. Stati Uniti e Inghilterra sono le mete più gettonate da chi vuole frequentare master prestigiosi, mentre i Paesi in via di sviluppo sono la destinazione più ovvia per chi desidera svolgere volontariato.
La richiesta andrebbe sempre basata sul tipo di lavoro che normalmente si esegue. Non si otterrà un congedo tanto lungo affermando di voler andare a divertirsi, mentre un periodo di crescita professionale e personale è di sicuro molto più ben visto e inoltre andrà a migliorare il curriculum.

Vietato mentire

Inutile dire che per quanto la domanda debba essere convincente, dovrà essere altrettanto sincera. L’azienda ha diritto di verificare che se il lavoratore si assenta per un lungo periodo per seguire corsi di formazione o progetti umanitari, questo venga fatto realmente. Per questo motivo mentire alla lunga sarà sicuramente controproducente, anche perché necessariamente il lavoratore che si assenta dovrà essere sostituito temporaneamente. Per fare in modo di ritrovare la propria posizione al rientro è indispensabile agire da persone serie, professionali ed affidabili.

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