COME AFFRONTARE UN COLLOQUIO DI LAVORO STRUTTURATO

Stai sostenendo un colloquio a cui tieni molto e sei già piuttosto agitato. Per ora è andato tutto bene (almeno così ti pare…) e non vedi l’ora che il tutto volga al termine. E poi arriva la domanda fatidica…’dimmi tre pregi e tre difetti di te….’. Cosa rispondere? E’ una domanda nota ma non ci pensiamo finché non ci viene posta per davvero. Ed a quel punto fare l’elenco diventa assai difficile. E’ come guardarsi allo specchio e non è così semplice, tanto meno se la richiesta arriva da parte di un estraneo che ci sta valutando. Come superare il problema?

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I pregi

Questa è la parte più difficile, anche se non sembra. Tutti abbiamo fatto i conti con le nostre pecche ma nel momento in cui dobbiamo comunicare direttamente con un interlocutore è fondamentale contestualizzare i propri aspetti positivi e renderli veramente interessanti, sia in rapporto alle mansioni per le quali ci stanno valutando sia in forma generale. La cosa più ovvia è elencare tre banalissime qualità, quelle che tutti espongono e che nessuno vuole sentire.

Il rovescio della medaglia è esprimere in maniera troppo intensa ciò che si pensa di se stessi, con il rischio di apparire egocentrici o megalomani. Un bel problema. Descrivere se stessi in maniera positiva è sicuramente una grande chance durante un colloquio. Il consiglio è quello di essere spontanei e non pensare ad una sola caratteristica, valutando un ambito specifico. Se, ad esempio ti stai candidando per una posizione manageriale, evidenzia il fatto che sei una persona in grado di guidare un team di risorse, che sei risoluto e sei responsabile. Se la funzione ha a che fare con l’area vendite, punta sulle abilità di interazione, sul carattere e sulla voglia di relazionarti con il prossimo.

Secondo diverse ricerche, tra le caratteristiche più gradite ci sono la voglia di imparare e la capacità di adattamento. La possibilità di dimostrare che il lavoro per il quale ti stai candidando è adatto a te è un grande vantaggio ed un presupposto essenziale. La dedizione e la voglia di fare nuove esperienze ed avere la possibilità di proporre nuove idee, nonostante ti classifichi come outsider, potrebbe convincere il tuo intervistatore a darti ulteriori chances.

Non dimenticare, inoltre che il lavoro si basa sulle relazioni personali ed esterne. Saper comunicare, essere in grado di lavorare in team ed essere una persona socievole ti agevolerà sicuramente, favorendo la tua integrazione all’interno del gruppo.

Ci sono poi pregi che possono essere comunicati o no a seconda delle situazioni: l’abitudine ad essere precisi e puntuali, la capacità di sintesi, la curiosità, la capacità di organizzarsi, l’autonomia, la determinazione…è importante segnalare queste doti in base all’obiettivo che si vuole raggiungere.

 

I difetti

Riguardo ai difetti, invece, si rischia spesso di cadere in un tranello. Tante volte siamo portati ad elencare difetti irrisori ed in questo modo risultiamo egocentrici ed altezzosi senza volerlo. Ma confessare realmente le proprie debolezze, benché non diverta nessuno, è importante e la franchezza è solitamente apprezzata da chi si occupa di Risorse Umane. Non serve a nulla cercare di ribaltare la situazione per volgerla a proprio favore. I difetti esistono e tutti noi ne abbiamo. Meglio accettarli, per poterli sconfiggere nel tempo, imparando anche dagli altri. L’importante è rispondere senza essere titubante. In questo modo sarà chiara la tua sincerità.

Evita di utilizzare i pregi ribaltandoli in forma di difetti come ad esempio dire ‘sono troppo preciso e puntiglioso’, ‘sono troppo attaccato al lavoro’. Meglio essere consapevoli dei propri punti deboli ed ammetterli perché ciò dimostra che abbiamo piena coscienza del problema e che sappiamo porvi rimedio, imparando dagli errori commessi. Naturalmente è importante valutare la mansione per la quale ci si candida ed evitare di segnalare difetti che potrebbero compromettere la scelta. Se vuoi fare il venditore non puoi dire che sei timido o che non ami particolarmente la relazione con il cliente.

Trova l’equilibrio giusto e, se puoi, fai un’autoanalisi prima del colloquio. Valutare se stessi è sempre una buona prassi prima di un’intervista e ti permette di farti cogliere impreparato si alcune domande cardine. Evita, in ogni caso, di restare in silenzio e cerca di essere te stesso. L’intervistatore ti valuterà per quello che sei ed apprezzerà la tua lealtà.

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