COME AVERE LA MEGLIO SU UN RIVALE IN UFFICIO

Per quanto ci sforziamo di essere positivi, probabilmente tutti abbiamo un nemico in ufficio. Un collega con cui ogni conversazione si trasforma in una polemica che ci fa saltare i nervi. Le relazioni personali (soprattutto in ambito lavorativo) non sono facili. Quando si parla di competizione e malumore in ufficio, la cosa migliore che puoi fare è provare a trasformare il rapporto difficile in un confronto costruttivo e cercare di migliorare le cose. La psicologa Liane Davey, autrice dell’articolo ‘A mental trick to help with challenging conversation’, pubblicato dalla Harward Business Review, ci offre alcuni consigli pratici su come fare. Eccoli:

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L’antidoto alla lotta degli ego: la risposta all’insana rivalità in ambito lavorativo è il mindfulness, ossia la capacità di mantenere la calma e concentrarsi sull’obiettivo, per fare in modo che tutto proceda come deve. Per questo, essere concilianti e positivi è essenziale.

Presta attenzione alle sensazioni fisiche: devi fare attenzione a come reagisce il tuo corpo agli stimoli dei tuoi colleghi. I battiti aumentano? Stringi i pugni? Alzi la voce? Ti poni aggressivo e metti fine alla conversazione andandotene? Non ce ne rendiamo conto ma i nostri gesti e la nostra postura rivelano molto su di noi e modificano anche il significato delle nostre parole. Magari il nostro intervento non ha un obiettivo bellicoso ma se alziamo la voce verrà percepito sicuramente come una minaccia.

Trattieni la spirale negativa ed allontanala: se conosci bene le tue reazioni fisiche è molto facile tenere a bada uno scatto d’ira o un momento d’ansia. “Ogni volta che te ne rendi conto, pensa: cosa mi sta provocando questa reazione negativa? Ricordati che le reazioni più intense sono legate spesso al confronto negativo con altre persone e l’opinione che pensi gli altri abbiano di te”. In questo modo, se pensi che il tuo collega sia, in realtà, un idiota, ogni suo intervento verrà interpretato come una stupidaggine. Ma magari, alla fine, parte dei suoi commenti possono essere interessanti e costruttivi ed i suoi intenti meno malvagi di quanto pensi.

Cerca di essere costruttivo: perché essere sempre negativi? Possiamo combattere i pregiudizi che abbiamo sulle persone se ci concentriamo sulle situazioni concrete. Liane Davey fa un esempio: invece di pensare ‘questo stupido va solo a caccia degli errori degli altri’ prova a pensare ‘magari il tema che affronta è importante e meriterebbe uno standard più elevato’. Sarai più empatico e generoso e la conversazione migliorerà.

Accetta le critiche: devi avere chiaro che non siamo tutti perfetti e se qualcosa può essere migliorato, allora, benvenute siano le critiche costruttive. La chiave, come vedi, è situazionale, non personale. “Domina il rapporto diretto, fai un passo avanti e cerca una ragione positiva dietro le parole del tuo collega, promuovendo azioni che possano arricchire i suoi interventi”.

I ragionamenti negativi non ti aiutano: pensare positivo – afferma Liane Davey – ti apre al progresso. I pensieri negativi, invece, ti rimandano sempre al passato. Le dinamiche si modificano se guardi avanti. Sarai più tranquillo e rilassato, molto più aperto ad ascoltare i commenti altrui e, nel caso ci fosse un’intenzione negativa occulta o la volontà di darti fastidio, disarmerai il tuo collega senza soccombere all’insicurezza e all’ira.

La cortesia va d’accordo con il coraggio: sii cortese con i colleghi di lavoro che non ti piacciono ma mantieni la distanza. Cerca un equilibrio in modo che nessuno possa mettere in dubbio la tua professionalità.

Evita di parlare alle spalle: se possibile, evita di parlare alle spalle dei colleghi con cui non hai affinità e, se lo fai, assicurati che la persona con cui condividi i commenti sia fidata. Non essere il principale divulgatore di pettegolezzi.
Sforzati di conoscere i tuoi colleghi, specialmente quelli con cui non ti trovi bene. A volte la prima impressione inganna e dietro le apparenze si nasconde un essere umano come gli altri. Devi solo avere la pazienza e la voglia di scoprirlo.

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