Come scegliere il dress code adeguato per l’ufficio

Ogni ambiente lavorativo ha le sue regole. Presso alcune aziende la firma del contratto prevede l’accettazione, da parte del candidato, di regole relative all’abbigliamento business molto rigide. In altre realtà la possibilità di indossare capi comodi è considerato un benefit per i dipendenti. Ogni ambiente ha le sue specifiche a riguardo. Se ancora non ti è chiaro se il tuo guardaroba è adeguato o no, lasciati ispirare dai nostri consigli.

Stile Sex & the City.
Non è ancora ben chiaro se si tratti di un telefilm leggero o di una passerella di pret-à-porter. In ogni caso Carrie e le sue amiche dettano legge ormai da molti anni ed hanno ispirato moltissime donne ed anche diversi uomini che sognano una vita lavorativa frizzante e sempre alla moda, in tutti i sensi. Certo, non consideriamo il fatto che lavorare 10 ore al giorno indossando un tacco 12 di Manolo Blahnik è quasi impossibile e che il rischio di cadere rovinosamente è dietro l’angolo. Oltre a questo aspetto bisogna tenere conto che un look audace e provocante non sempre è una buona scelta.

Christina Binkley, del Wall Street Journal, ci viene incontro con alcune regole relative al rigore dell’abbigliamento in ambito lavorativo e conferma che, spesso, un look poco formale mina la credibilità di diversi manager, soprattutto se sono donne.

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Dress-down Friday
Le aziende americane concedono, ormai da diversi anni, ai loro dipendenti, la possibilità di ‘trasgredire’ un giorno alla settimana (nello specifico, il venerdì) sull’abbigliamento, violando il rigido dress code imposto al mondo lavorativo vestendosi in maniera più casual, per anticipare la rilassatezza del weekend. Si tratta di un’occasione interessante per mostrare ai colleghi come si è al di fuori dell’ambiente lavorativo e queste giornate vengono solitamente vissute in maniera positiva.

In Europa, le cose sono più semplici e normalmente non ci sono molte restrizioni. Anni fa era di rigore il tailleur ma al giorno d’oggi anche questo tipo di abbigliamento si è evoluto. La vera domanda però è fino a che punto un abbigliamento formale è un valore aggiunto a livello lavorativo? E ci sono capi che devono o assolutamente non devono essere indossati in ufficio?

La vera distinzione dipende dal tipo di azienda in cui si è impiegati. In alcuni casi vengono fornite linee guida abbastanza ferree riguardo all’abbigliamento (niente jeans, niente sandali, solo tinte unite, ecc.); in altri casi, invece, soprattutto se l’azienda è innovativa e creativa, non ci sono restrizioni particolari e si lascia spazio alla buon gusto e all’originalità di ognuno, naturalmente entro certi limiti.

Il caso Italia.
Negli uffici italiani solitamente non viene richiesto un abbigliamento formale ed il look preferito è il cosìddetto casual-chic che permette comodità e formalità allo stesso tempo. Di norma sono ammessi i jeans sia per gli uomini sia per le donne. L’unico caso in cui è richiesta una certa formalità riguarda le posizioni in area vendita. In alcuni ambienti (tipicamente le catene di flagship stores) viene fornita una divisa.

Ovviamente libertà di scelta non significa che tutto sia ammesso. Sono in molti a non tollerare l’uso delle ciabatte o dei sandali in ufficio. Da evitare anche l’abbigliamento sportivo, pantaloni corti, gonne inguinali e trucco troppo pesante per le donne.

Vi consigliamo quindi di scegliere un look casual ma personale, in linea con gli standard aziendali ma non troppo monotono. Evitate di scatenare commenti o invidie con scelte troppo azzardate ed astenetevi dal commentare l’abbigliamento altrui. La cosa migliore è essere sempre a proprio agio.

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