I RISCHI DI LAVORARE IN NERO

Secondo diversi studi, quasi due milioni di persone, in questo momento, vengono pagate in nero per il loro lavoro.

Altri studi, effettuati dal portale Infojobs, hanno rivelato che 1 disoccupato su 5 e 1 lavoratore su 10 ammette di aver lavorato in nero almeno una volta. Un panorama sommerso sul quale lo stato può agire solo parzialmente e, secondo gli esperti, un problema che pochi vogliono sradicare realmente. In realtà il 20% dei lavoratori ammette di aver lavorato in nero per arrotondare lo stipendio.

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Le cose stanno così. Se sei tra quelli che per necessità lo hanno fatto, ricordati che ti esponi ad una serie di rischi e svantaggi.

1- Non hai copertura sanitaria: il nostro sistema sanitario è basato sui contribuiti dei lavoratori. Nel caso di un padre o di una madre di famiglia, grazie ai contribuiti, viene garantita l’assistenza sanitaria anche ai minori a loro carico. Ovviamente, se stai lavorando in nero, non contribuisci in maniera corretta.

2- Non versi contributi: quando lavori in nero non stai versando contributi. Dai tuoi versamenti dipendono le prestazioni del sussidio sociale, se sei disoccupato, e la tua pensione, che si calcola in base ai versamenti effettuati.

3- Non hai diritto al sussidio: lo abbiamo già detto. Lavorando in nero non hai diritto, poi, al sussidio di disoccupazione. Inoltre, non avrai diritto a giorni di malattia retribuiti o a giorni di infortunio se necessari.

4- Sanzioni: ovviamente lavorare in nero è illegale e il governo cerca di sradicare questa pratica scorretta infliggendo diverse sanzioni. Si rischiano sanzioni da 3 a 10 mila euro. Se, inoltre, la persona sta percependo il sussidio di disoccupazione, la sanzione aumenta fino a 10 volte.

5- Pregiudichi il resto della popolazione: eticamente, frodare lo stato non è corretto, anche nei confronti dei lavoratori legali. Chi lavora in nero ha un vantaggio competitivo rispetto agli altri. Può lavorare per uno stipendio minore e guadagnare di più, rendendo il mercato meno competitivo. Inoltre si tratta di un comportamento, passateci il termine, da parassita, perché si beneficia degli sforzi altrui. Il lavoratore in nero riceve un compenso e potrebbe approfittare dei vantaggi riservati ad un disoccupato (prestazioni, aiuti, sussidi, etc.) senza averne diritto.

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