E’ la fine dei lavoratori qualificati?

Da quando siamo piccoli ci dicono che per avere un futuro lavorativo migliore, di successo, è importante avere una buona formazione. In definitiva, è importante essere preparati. Senza dubbio, arrivati al 2017, la realtà ci segnala che puoi essere molto preparato ma il tuo stipendio non corrisponde al livello della tua formazione. Quindi ci chiediamo se ne è valsa la pena, dato che non siamo stati ricompensati come lavoratori qualificati.

  1. Risposte

Diversi sociologi hanno cercato di trovare le risposte giuste. Come  Jadranka Švarc, dell’Institute of Social Sciences di Zagabria, con il suo studio  ‘The knowledge worker is dead. What about professions?’. Švarc considera que la rivoluzione digitale in cui ci troviamo ha creato impieghi di taglio amministrativo nel settore dei servizi che non hanno favorito per nulla i lavoratori con formazione specifica.

  1. E allora…?

La cosa certa è che attualmente, secondo le statistiche e i diversi studi disponibili, solo un posto di lavoro su dieci è destinato ai ‘lavoratori della conoscenza’. Ora, tutto indica che la formazione è sostituta dall’innovazione. Significa che la chiave del successo lavorativo è, oggi, la capacità di innovare e per questo non è necessario essere particolarmente formati.

  1. Precariato

Prima alludevamo ai nuovi posti di lavoro nei servizi. Bene, si tratta dei precari. Di fatto, secondo i dati dell’Unione Europea, la metà degli impieghi creati tra il 2000 e il 2008 erano precari o erano remunerati in maniera non adeguata.

lavoratori qualificati

  1. Una nuova classe sociale

Secondo Švarc, tutte queste circostanze hanno creato un nuovo tipo di classe sociale, denominata ‘cognitariato’, che altro non è composta che da persone della classe media come formazione e della classe operaia come retribuzione. Ciò che abbiamo anticipato prima, ora ha un nome. E se guardi e analizzi il panorama lavorativo attuale, vedrai che c’è molto ‘cognitariato’.

  1. Il futuro

Quali sono le previsioni di Švarc per il futuro? Sembra che le professioni della conoscenza e i relativi lavoratori non spariranno del tutto ma avranno sicuramente un ruolo minore nel mercato lavorativo. Non spariscono ma si trasformano in professioni che poco tempo fa non immaginavamo potessero esistere e che hanno le proprie norme e strutture.

Secondo l’esperto, tutti possono inventare il proprio lavoro, inserendosi nelle strutture lavorative dove c’è spazio. Di fatto, conclude che il lavoratore della conoscenza è sempre meno rilevante e l’imprenditore di sé stesso guadagna sempre più terreno.

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