LA FORMAZIONE TRAMITE SMARTPHONE

L’M-Learning si sta ormai imponendo come modalità di apprendimento in un settore in forte crescita da qualche anno. Secondo la consulting Monkimun, il 67% dei minori utilizza già i dispositivi mobili abitualmente per diverse attività. Particolarmente comune è l’uso che i minori di 10 anni fanno dei dispositivi, secondo l’azienda.

Questa tendenza è cresciuta rapidamente nel 2015 con un’offerta di oltre 80 mila applicazioni educative sui principali mercati virtuali. La cifra rivela una crescita esponenziale negli ultimi anni. Il consumo di prodotti e servizi legati alla formazione ha raggiunto i 2.920 milioni di euro nel 2010, secondo Ambient Insight, esperta di formazione digitale. Inoltre l’azienda stima che il fatturato aumenterà nei prossimi anni e che l’apprendimento attraverso la ‘gaminfication’ (il gioco) on line crescerà fino ai 2.000 di euro annui.

In Italia le aziende che si dedicano alla formazione on line sono cresciute del 40% nell’ultimo anno, favorite dal crescente protagonismo degli smartphone come mezzo principale di educazione virtuale. Parallelamente il download di applicazioni legate alla formazione studentesca, fruibili attraverso dispositivi mobili è aumentato del 98% in un anno.

I vantaggi sono indiscutibili perché i libri cominciano a lasciare il passo al materiale multimediale che permette di apprendere in maniera più dinamica secondo gli esperti.

Non solo gli studenti e le aziende possono essere favoriti da questa evoluzione. Le istituzioni che offrono formazione a distanza possono trarre diversi vantaggi. Molte università hanno già una strategia mobile e quelle che non ce l’hanno, si stanno preparando. La tendenza di includere i dispositivi mobili nelle varie fasi dell’apprendimento fa sì che gli alunni migliorino le proprie capacità di studio rispetto ai metodi tradizionali.

movil

L’interesse dei giovani è uno dei maggiori vantaggi dato che sono soliti accomunare gli strumenti digitali allo svago. Attualmente il 67% dei minorenni utilizza quotidianamente uno smartphone o un tablet.

L’ambito universitario. Secondo diversi studi, l’85% degli universitari riconoscere di essere interessato alle piattaforme di e-lerning che permettono l’accesso anche attraverso il telefono. Di fatto, sapere quali aule sono assegnate ad una determinata materia, ripassare i contenuti, consultare gli appunti, verificare se un libro è presente in biblioteca sono un plus considerevole che si inserisce di diritto negli aspetti pratici della vita studentesca.

Per questo motivo, le università scommettono sulla sperimentazione di nuovi strumenti e sulla condivisione dei contenuti tra docenti e studenti. Nel 2013 il 39% degli studenti utilizzava almeno una applicazione mobile. Nel 2014 l’uso è cresciuto al 56%. Il 30% degli istituti universitari, secondo Universitic, crede che a breve le app saranno di uso comune all’interno degli atenei.

Tra gli obiettivi del futuro, in relazione a questo tema, emerge anche il controllo dei conseguenti ‘pericoli’ che ne derivano. Basare tutta l’educazione sull’uso di internet contribuirà ad aumentare la comunicazione culturale tra i popoli. Per questo i governi devono prendere coscienza che l’accesso all’informazione libera è la chiave per uno sviluppo educativo concreto. In caso contrario, internet sarà solo un ulteriore ostacolo sul cammino delle aree meno sviluppate.

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