Lavoro ed età: quali sono le ultime leggi sui fondi pensionistici?

Una giamaicana di 117 anni ha battuto il record di longevità, diventando l’attuale donna più anziana del mondo. La maggiore durata della vita presenta però problemi di natura pensionistica. Come sopravvivere con una pensione bassa? Ci pensano i fondi complementari. Ecco le ultime novità.

Anticipo anche per i fondi pensionistici

La Legge di Stabilità 2017 ha introdotto in forma sperimentale l’anticipo pensionistico volontario (APE), ovvero un prestito di parte della pensione, il quale viene rimborsato mensilmente con rate di ammortamento applicate sulla pensione stessa per un periodo di vent’anni. Questa novità interessa anche i titolari di fondi pensione. Infatti, in attesa di maturare i requisiti di contributi e di età necessari per accedere all’APE, si ha la possibilità di ottenere immediatamente un’integrazione da parte del fondo pensionistico. L’integrazione dal nome RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) rappresenta un’erogazione frazionaria del montante accumulato per tutto il periodo di transizione che separa dall’ottenimento dell’APE.

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Premi di produttività destinabili ai fondi pensionistici

I premi di risultato erogati dalle aziende private possono essere adesso destinati ai fondi pensione complementari grazie alle nuove normative della Legge di Stabilità 2017. Se si decide di destinare i premi di produttività ai fondi pensione, si gode di notevoli benefici: i contributi dei premi non vengono conteggiati nel reddito di lavoro dipendente anche se eccedono il limite annuo ordinario e sono esclusi dalla parte imponibile delle prestazioni pensionistiche complementari. Questa novità è particolarmente conveniente per i lavoratori dipendenti presso aziende private che sono già iscritti a fondi pensionistici. A fronte di questa agevolazione, viene però reintrodotta l’imposta di registro, catastale e ipotecaria in caso di operazioni di costituzione, scorporo, concentrazione e trasformazione di fondi pensione.

Agevolazioni per investimenti di lunga durata

Le nuove normative prevedono la possibilità di destinare il 5% dell’attivo patrimoniale relativo a fondi pensione in investimenti a lungo termine in azioni e quote. Questi investimenti godono di un regime fiscale agevolato, poiché sono esclusi dalla base imponibile dell’imposta sostitutiva sia in fase di accumulo che in fase di erogazione. Tuttavia, devono essere detenuti per un periodo non inferiore ai cinque anni. Qualora venissero ceduti prima di questa data, i redditi ricavata dalla cessione, insieme a tutti quelli precedentemente esclusi dalla tassazione sostitutiva, sono soggetti a imposta da versare nel mese successivo alla cessione. I titoli in cui si può investire sono le azioni e le quote di imprese e di organismi di investimento collettivo con sede nel territorio italiano o in stati appartenenti all’Unione Europea.

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