LE PROFESSIONI ARTIGIANE CHE STANNO PER SCOMPARIRE

Il passare del tempo comporta inevitabilmente dei cambiamenti, e questi cambiamenti, nel corso degli anni e dei secoli, implicano anche la trasformazione delle nostre necessità e di chi le può soddisfare. Molte sono state le professioni che, per questo motivo, abbiamo abbandonato lungo la strada, e molte altre avranno, se nessuno provvede, lo stesso destino.

Vuoi perché ormai non servono più, vuoi perché sono stati sostituiti dalla tecnologia, di certo alcuni lavori di tipo artigianale, di solito tramandati di padre in figlio, potrebbero avere i giorni contati. Qui di seguito vi facciamo alcuni esempi.

1- Gioiellieri.
Ci riferiamo al gioielliere inteso come tagliatore di diamanti, quello che fabbrica direttamente i gioielli, non chi li vende in negozio o il disegnatore. L’arrivo delle macchine e della tecnologia può porre fine alla tradizione dei maestri gioiellieri.

2- Agricoltori e allevatori.
È ovvio che, di per sé, non spariranno mai queste due professioni, perché continuiamo ad alimentarci dei prodotti della terra e degli animali, ma cambia il modo artigianale di organizzarsi. Ad esempio, nelle zone di campagna non ci sono più piccoli allevatori o agricoltori con i loro greggi, ma ci sono solo coltivazioni immense, vere macchine che producono alimenti, lontane dall’essenza di entrambe le professioni, che pure sono tanto radicate nel mondo, forse le più antiche dell’umanità.

3- Arrotino.
Ancora oggi possiamo sentire la voce o magari la musichetta che ci avvisa dell’arrivo dell’arrotino, e che è il momento di portare giù coltelli e forbici per farceli affilare. Ma questa figura (con la sua tipica bicicletta) è sempre più rara. Forse per il nostro modo di vivere, o perché ci sono poche persone a casa in orario di lavoro, o perché semplicemente preferiamo comprare direttamente altri coltelli quando i nostri non tagliano più; la cosa certa è che ormai sono pochi gli arrotini che percorrono le nostre strade.

4- Tappezziere.
La stessa cosa succede con le poltrone e i divani. Ci sono sempre meno persone che si dedicano artigianalmente, con il loro laboratorio di quartiere, a rivestire. Decine di loro hanno chiuso e questi artigiani hanno dovuto riciclarsi per continuare a sopravvivere.

5- Falegname.
Il commercio del legno è ormai nelle mani di grandi imprese, in enormi stabilimenti. Le macchine hanno sostituito le mani esperte dell’artigiano che con i suoi strumenti tradizionali dava forma al legno per trasformarlo in qualunque prodotto ci servisse.

6- La selleria.
I più giovani forse non avranno mai sentito questo termine, eppure si tratta di una nobile arte. Questi artigiani fabbricano a mano le selle per montare a cavallo. Ne esistono sempre meno, e quelli che ci sono, ormai anziani, appresero il mestiere dai loro genitori, ma adesso i loro figli non faranno lo stesso, e irrimediabilmente questa professione si perderà.

7- Calzolaio.
Come per il tappezziere, è sempre più difficile trovare un calzolaio nel quartiere. Quel ciabattino aggiusta tutto che ha imparato il mestiere dalle mani di suo padre, in quel piccolo laboratorio disordinato e pieno di cianfrusaglie, con quel caratteristico odore di colla e cuoio. Adesso, i prezzi bassi delle calzature che compriamo, di bassa qualità, fanno sì che preferiamo buttarle piuttosto che ripararle, e così non abbiamo più bisogno di lui.

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8- Carbonaio.
Soprattutto nei villaggi, anni fa, si poteva incontrare la figura del carbonaio. Ancora oggi esiste in Andalusia, per esempio. Si tratta di un artigiano che fabbrica carbone vegetale a base di rami di quercia, pino o cisto, che si usa per i bracieri. Dopo aver suddiviso la legna piccola in fasci, si brucia e dopo cinque o sei ore si spegne con acqua. Dopo l’essiccazione è pronta per essere messa in sacchetti per il trasporto.

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