8 situazioni ridicole del primo giorno di lavoro

A tutti noi è capitato almeno una volta di affrontare il primo giorno di lavoro con quella lieve sensazione di disagio che caratterizza l’ingresso in una nuova azienda…cosa per nulla piacevole, inutile negarlo.

Bene, a completare il quadro drammatico di tutto ciò che riguarda le nuove mansioni che ti aspettano, ci pensano una serie di fantastici luoghi comuni e situazioni ridicole che, ahimé, durante i primi giorni, ti vedranno come indiscusso protagonista: fattene una ragione.

Nomade in una terra sconosciuta. Sì, è così che ti senti… ed è …imbarazzante. Di fatto la tua scrivania non c’è, è evidente. Il primo giorno rimedieranno collocandoti al posto di un collega assente per i motivi più svariati. Dovrai utilizzare il suo pc, ovviamente personalizzato secondo le sue necessità ed i suoi gusti, non i tuoi, e dovrai ritagliarti fisicamente uno spazio tra le sue scartoffie, cercando di non farti troppe domande sul disordine che regna sovrano sulla sua scrivania e probabilmente anche nella sua mente.

‘Stiamo configurando il tuo account…’. Alcune aziende sono ‘sul pezzo’ e ti procurano rapidamente un account di posta elettronica. Altre sfortunatamente no, quindi dovrai aspettare le 24 ore successive per avere il tuo tanto atteso account aziendale! Aspetto non così trascurabile dato che, se ritieni di dover comunicare via mail, dovrai per forza utilizzare il tuo account personale (spero tu sia conscio delle conseguenze che comporta questa scelta avventata…).

L’età dello stagista. Chiaro, non sei tu…ma anche se hai 40 anni suonati e un bagaglio di esperienze sconfinato (del resto ti hanno assunto per questo, cerca di convincerti…) il tuo primo giorno ti riporta alla condizione imbarazzante di stagista. E la cosa peggiore è che la persona incaricata della tua formazione avrà sicuramente almeno 15 anni meno di te, per cui non sarai a disagio…di più!

‘…e il bagno?’. Il primo giorno sarai incollato alla tua sedia (sempre che sia la tua…) per 8 ore come minimo, cercando di passare inosservato il più possibile, ma non potrai certo dire di no alle tipiche necessità fisiologiche quotidiane. Quindi, per cominciare cercherai di trovare autonomamente il bagno anche se, spesso, in aziende di grandi dimensioni, non è cosa così banale. Se succederà (risultato che farà schizzare la tua autostima a livelli inverosimili) non cantare vittoria troppo presto mentre ti lavi le mani (voglio sperare che sia così…): è ben probabile che qualcuno ti dica senza troppi complimenti: ’Giovane, come mai vieni fino qua per andare in bagno se ce n’è uno proprio dietro la tua postazione?’

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Pausa pranzo. Sicuramente consumare per la prima volta un pasto aziendale con un’orda di sconosciuti non è sicuramente cosa rilassante. Abituati, perché non potrai che sentirti fuori luogo in tutte le conversazioni e le leggende metropolitane che animano l’ora d’aria dei tuoi nuovi colleghi. E come se non bastasse il tuo pranzo, il tuo tupperware, la tua schiscetta saranno sottoposti ad accurate analisi da parte dei tuoi nuovi compagni di avventura, pratica alla quale non avrai proprio modo di sottrarti…

‘Ehi scusa…’. Ovviamente il primo giorno sarai sotterrato da una quantità di informazioni aziendali, tra le quali anche nomi e cognomi dei tuoi nuovi colleghi. Per loro è semplice, il nome da imparare è solo il tuo. Tu invece hai un elenco sconfinato di visi e nomi da abbinare e memorizzare, direttamente proporzionale alle dimensioni aziendali. Ti servirà del tempo, non c’è dubbio, prima che tu possa rivolgerti loro senza apostrofarli con un insicuro e reiterato ‘ehi scusa…’

Pausa caffè: come per la pausa pranzo, la pausa caffè o la colazione sono momenti sufficientemente ‘violenti’ da affrontare il primo giorno. Nel caso della colazione probabilmente tenderai ad ordinare quello che prendono gli altri, tenendo per te tutta la voglia di quel cornetto debordante di cioccolata che ti solleva sempre la giornata. Pazienza, per questa volta ti dovrai accontentare di un caffè al volo come tutti, c’è poco da fare. Ma tranquillo, prima o poi ti sentirai sufficientemente sicuro di te per ordinare ciò che realmente desideri.

‘E’ ora di andare’. Ecco un’altra situazione estremamente ridicola da affrontare il primo giorno. Bene, è ora di uscire…ma i tuoi colleghi si fermano. Ti chiederai quale oscura forza masochista li sta trattenendo oltre il loro orario dato che hai la sensazione che tutto sia stato portato a termine, e poi…diamine tu hai una vita che ti aspetta fuori! Che fai allora? Ti fermi? Vai? E se ti fermi…cosa diavolo ti metti a fare??? Alla fine opterai per consultare con discrezione il tuo capo, dato che hai terminato il tuo lavoro e stavi proprio pensando che fosse giunto il momento di uscire…o no?

In ogni caso, rilassati. Col tempo, quando sarai veramente integrato, ti farai meno scrupoli nel muoverti in autonomia, nel gestire la tua giornata e….nell’uscire quando è ora di uscire!

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