QUANTO COMPROMETTONO IL MERCATO LAVORATIVO I PRODOTTI FALSIFICATI

Le perdite aziendali, e di conseguenza le perdite nel mercato lavorativo, causate dalla pirateria e dalle falsificazioni, sono salite a 300 milioni di euro nel 2014, secondo le statistiche delle Forze dell’Ordine e dell’Agenzia delle Entrate. Il fatto che i cittadini comprino dei falsi non riguarda solo un problema di differenza di prezzo tra un prodotto originale e una sua copia. Per molti casi, la situazione è davvero preoccupante.

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– I giocattoli, con perdite milionarie
Il caso dei giocattoli, per esempio, è uno dei più emblematici. La falsificazione di questo tipo di prodotto genera perdite annuali ai fabbricanti dell’Unione Europea (UE) per 1.400 milioni di euro, secondo i calcoli dell’Euroagenzia della Proprietà Industriale e Intellettuale, la OAMI. L’informativa dell’Ufficio di Armonizzazione del Mercato Interno (OAMI), che ha sede ad Alicante, rivela che il 12,3% delle vendite del settore dei giochi e dei giocattoli nel mercato europeo si perdono a causa delle falsificazioni, che arrivano, secondo Bruxelles, dalla Cina per il 97% dei casi e per il restante 2% da Hong Kong. Questa caduta nelle vendite comporta la perdita di 6.150 posti di lavoro, visto che, a causa delle falsificazioni, i produttori assumono meno persone.

– Le sostanze ricostituenti, quelle con più falsificazioni
Un altro dei segmenti che ha causato molti danni al mercato lavorativo è quello della vendita via Internet di sostanze ricostituenti o dimagranti, che di solito sono composti da tutto tranne che dal principio attivo dell’originale.

– Abbigliamento, scarpe e accessori, sul podio
D’altra parte, la vendita di abbigliamento, scarpe e accessori falsificati nella UE comporta perdite annuali per 26.000 milioni di euro, che equivalgono quasi al 10% delle vendite totali del settore nei 28 paesi che fanno parte del mercato unico. Così si deduce da un altro studio divulgato sempre da OAMI, che sottolinea anche che tali perdite si traducono in 363.000 posti di lavoro in meno nel settore, visto che i produttori e i legittimi venditori al dettaglio producono e vendono di meno e, di conseguenza, assumono di meno.

– Effetto indiretto delle falsificazioni
L’informativa, divulgata attraverso l’Osservatorio Europeo delle Violazioni dei Diritti delle Proprietà Intellettuali, valuta anche l’effetto indiretto che comporta la commercializzazione di prodotti falsificati, cosa che innalza le perdite a 43.300 milioni e le perdite di lavoro a circa 518.000.

– Cravatte, sciarpe e cinture
Il commercio illegale di abiti, scarpe e accessori falsificati (come cravatte, sciarpe e cinture) hanno come conseguenza la perdita di più di 50.000 posti di lavoro, che rappresentano quasi il 14 per cento del lavoro nel settore. Un altro dei dati che emergono è che i produttori e i venditori di prodotti falsificati non pagano le tasse, i contributi sociali né l’IVA, quindi più di 8.000 milioni di euro di tasse pubbliche non vengono riscosse nello spazio del mercato europeo.

– Orologi e gioielli, un altro dei settori più compromessi.
Un altro dei settori più messi a rischio dalle falsificazioni è quello degli orologi e dei gioielli, delle valigie e delle borse; gli articoli sportivi, i medicinali; i computer e i ricambi auto. In questo senso, la OAMI avverte che, secondo i suoi sondaggi, il 50% dei giovani tra i 14 e i 24 anni considera “intelligente” comprare prodotti falsificati, per questo ha chiesto alle autorità che realizzino campagne per responsabilizzarli sul fatto che questa pratica “può costare il posto di lavoro ai loro genitori”.

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