QUELLO CHE LE TUE MANI DICONO DI TE IN UN COLLOQUIO DI LAVORO

Alcuni decenni fa la psicologa americana Flora Davis realizzò assieme ad altri colleghi un’indagine il cui risultato fu pubblicato nel suo libro “La comunicazione non verbale”, uno dei pochi documenti che esistono su questo argomento.

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Le mani, assieme ai movimenti del viso o alla postura, sono quelle che più danno indizi sulla nostra personalità e stato d’animo, per il fatto che siamo poco coscienti del loro uso. Per questo i reclutatori le osservano molto. Vi lasciamo alcuni concetti legati a quello che comunicano le mani, sperando che vi siano utili nei colloqui di lavoro. Alcune cose di sicuro vi riguarderanno.

Nel suo libro, Flora Davis dedicava un capitolo proprio a spiegare quello che comunichiamo con il movimento delle nostre mani o con la loro posizione. Raccontava come ogni persona o persino ogni etnia può avere il suo proprio modo di comunicare con le mani; tuttavia, ci sono alcuni gesti che sono comuni a tutti e probabilmente più di una persona si identifica con questi.

Per esempio, il movimento costante delle mani o il tamburellare delle dita sul tavolo indicano un chiaro nervosismo o scomodità con la persona che abbiamo di fronte. È importante andare al colloquio di lavoro tranquillo, ma se non lo sei, sarà necessario fare attenzione a controllare questi movimenti per non tradirci.

Un modo di avvicinarci all’altra persona e allo stesso tempo sembrare sinceri, è mostrare i palmi delle mani quando si parla. Al contrario, se rimaniamo con le mani unite tutto il tempo o le lasciamo nascoste sotto il tavolo, i nostri interlocutori penseranno che abbiamo qualcosa da nascondere e questo non darà una buona immagine di noi in un colloquio.

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È importante capire l’importanza di quello che comunichiamo, perché perfino la temperatura del corpo può dare indizi sul nostro stato d’animo: delle mani tiepide o calde diranno di noi che siamo tranquilli e sicuri; le mani fredde denotano stress e nervosismo.

La mancanza di sicurezza si capisce anche dal separare le dita delle mani quando parliamo. Quanto più saremo insicuri di quello che raccontiamo, più unite saranno. È anche un’abitudine diffusa quella di giocare con l’anello o con i fogli a nostra disposizione. Unire i polpastrelli delle dita di entrambe le mani darà enfasi alle nostra spiegazione, e allo stesso tempo sembrerà più credibile.

Per quanto riguarda l’igiene delle mani, è logico che la presenza o l’assenza rivela qualcosa della nostra personalità. Così, una persona nervosa sarà più facile da identificare se si mangia le unghie. Delle mani pulite e con le unghie tagliate daranno un’impressione migliore di noi.

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