SITUAZIONI CHE SOLO CHI È STATO STAGISTA PUÒ CAPIRE

C’è una fase lavorativa attraverso la quale molti di noi dobbiamo passare nella nostra vita: essere stagista. Un periodo che il più delle volte tutti ricordiamo con un sapore agrodolce, ma che ci serve per gettare le basi di quello che siamo adesso o di quello che saremo. Bisogna saper apprezzarlo. Indipendentemente dal settore dal quale veniamo, ci sono determinate situazioni che certamente tutti abbiamo vissuto in questo periodo. Ti ricordano qualcosa?

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1- Senza nome.
Durante i primi giorni, settimane o addirittura mesi, non avrai un nome nell’azienda. Sarai “lo stagista”, e anche se si rivolgono a te chiamandoti per nome, quando si riferiranno a te davanti a terze persone non sarà con Giovanni, Pietro o Francesca… sarai lo stagista o la stagista. Ma finirai con l’abituarti perché non lo fanno per offenderti né per altri motivi.

2- Senza materiale.
Oltre a non avere un nome, molto probabilmente non avrai neanche degli strumenti (computer) né il resto degli elementi che hanno i non stagisti, come il badge per passare, la posta elettronica… Così potrai passare alcuni giorni: occupando il posto di qualche collega o persino osservando la vita passare.

3- Essere bello/bella.
Ammettiamolo, lo stagista o la stagista, in un ufficio, arriva come carne fresca (permettete la licenza espressiva) e attorno a lui/lei si concentrano apprezzamenti fisici o desideri inconfessabili del resto dei lavoratori. Forse quando eri stagista ti si sarà avvicinato qualcuno con qualche interesse in più di quelli prettamente lavorativi, e ti saranno arrivati pettegolezzi di qualche pretendente.

4- Lezioni magistrali.
Un’altra delle situazioni che avrai dovuto vivere come stagista è che il tuo capo o qualcuno dei tuoi colleghi, approfittando della situazione, ti abbia fatto un discorso nel quale cercava di convincerti che devi lavorare tanto e con pochi diritti se vuoi arrivare lontano.

5- Il questionario.
Il/la stagista, sia quando arriva sia nei giorni successivi, è oggetto di domande continue. Di dove sei, dove vivi, in quale università studi… questo in generale, e poi arriva il test più personale: se vivi solo, se sei fidanzato, da quando, ecc.

6- Il re delle feste.
In molte aziende, i dipendenti qualche volta escono a bere qualcosa o per fare festa (anche per le cene estive o di Natale) e in queste occasioni come stagista giochi un ruolo fondamentale. Visto che sei il più giovane, ti attribuiscono la nomea di festaiolo (anche se non lo sei) e attorno a questa etichetta si costruisce il tuo ruolo in questi eventi e la tua relazione coi colleghi.

7- Che lo faccia lo stagista!
Di certo ti sarai trovato dei colleghi che in modo dispregiativo ti hanno incaricato di fare un lavoro che dovrebbero fare loro, ma che a loro non piace. Questo lavoro è di solito quello che meno si vede e il più ingrato, e loro lo disprezzano con un “che lo faccia lo stagista”. E tu devi startene zitto.

8- Senza pranzo.
Il livello di disprezzo che alcune aziende hanno dei loro stagisti è tale che, oltre a non pagarli, considerano il loro stage una spesa. Per esempio, quelle aziende che distribuiscono buoni pasto ai loro dipendenti, ma non agli stagisti. Ti è successo? Oltre ad essere infastidito dal fatto di non essere pagato, ti negano anche questo diritto e devi spendere i soldi che non hai per mangiare. Ma cosa gli costerà dare anche a te questi buoni? Forse che tu non mangi?

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