Temporary stores: una moda che piace

C’è una moda inarrestabile che si consolida sempre più, anche in Italia: è quella dei negozi Pop Up o temporanei.

Ogni location va bene: spiagge deserte, garages, centri commerciali, stazioni della metro e terrazze. Le aziende si piazzano da un giorno all’altro e reinventano gli spazi cercando di generare contenuti ma anche di sperimentare nuove forme per approcciare utenti e consumatori.

I pop up shops o pop up stores sono negozi temporanei, locali che appaiono – per ore, giorni o mesi – e si spostano da un posto all’altro. Cercano di generare esperienze di acquisto uniche, unendo i concetti di finito, sublime e fugace.

Lo spazio diventa un elemento in movimento, che cambia nel tempo per offrire, quasi sempre, un’esperienza irripetibile.

I brand di lusso sperimentano ormai da una decina d’anni questo tipo di vendita negli Stati Uniti. Questo tipo di negozi è nato alla fine degli anni novanta tra Stati Uniti e Regno Unito. Oggi è possibile vivere questo tipo di esperienza commerciale in tutta Europa ed in ogni luogo: hotels, gallerie commerciali e strade pedonali.

L’idea è nata in metropoli come New York e Londra, dove designers innovativi e chefs di successo stavano cercando metodi alternativi per far conoscere il risultato dei propri sforzi, limitando i costi fissi e cercando di diffondere la propria filosofia oltre confine.

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Emergere e incantare

Così, con l’idea e il concetto di pop-up – che potremmo tradurre come ‘emergere’ – alcuni designer e stilisti di moda hanno cominciato a cerare luoghi inusuali dove presentare le proprie collezioni o vendere i propri stocks. Parallelamente sono sorte nuove forme per godersi un pranzo o una cena. Parliamo di menù originali, proposti da chef di grido, direttamente a casa dei clienti o presso location alternative, con grandi tavoli comuni apparecchiati per fare nuove conoscenze. Una delle particolarità, appunto, è il fatto che spesso i commensali non si conoscono tra loro e la cena si trasforma in un’esperienza social in piena regola.

I social media, ovviamente, hanno favorito la proliferazione di questo tipo di incontri, proposte lanciate per un arco di tempo molto ridotto. Una volta parte dell’esperienza, non è raro assistere a performances teatrali o eventi speciali, organizzati per l’occasione.

Uno dei brand pionieri in fatto di termporary store è l’azienda giapponese Comme des Garçon, che, anni fa ha ristrutturato un garage a New York, trasformandolo, in una settimana, in un negozio aperto al pubblico.

Successivamente, grandi marche come Apple, Nike o Chanel hanno scommesso su questo nuovo concetto di negozio temporaneo.

Per quanto riguarda l’Italia, lo scorso settembre REDValentino ha aperto un pop up store a Milano, con una capsule collection dedicata al tema ‘Food for Tought: cibo per la mente’. A natale invece, più grande eCommerce italiano di home design ha aperto il suo temporary store, di 180 metri quadrati, nel cuore di Brera, per presentare una selezione delle sue idee regalo più particolari. Negli ultimi mesi, a Milano, Roma e presso gli atrii di altre grandi Stazioni italiane, sono invece comparsi nuovi spazi temporanei aggiuntivi che ospitano, insieme a marche note della grande distribuzione, diversi brand della moda internazionale, come Victoria’s Secrets.

Sono sorti inoltre, spazi multifunzionali espressamente dedicati ai pop up stores. Uno fra tanti è il

MyTemporaryShop, in Corso Garibaldi a Milano: un ‘angolo’ dove è possibile lanciare le proprie creazioni e saggiare i gusti del mercato.

Garages, barche, case private, terrazze, autobus, camion, containers, piazze…chi lo sa cosa ci aspetta in questi spazi e quali decorazioni sorprendenti non vedono l’ora di essere mostrate al pubblico, sotto forma di negozio o di ristorante dalle caratteristiche effimere.

 

Un marchio proprio

Ogni proposta pop up ha un suo marchio dedicato. Molti brand si associano con trandi artisti che fanno da testimonial al prodotto da lanciare, offrendo un’edizione limitata o un’esperienza ‘once in a lifetime’. Alcuni brand pionieri fanno parte del mondo del fashion come Gucci, che ha testato Gucci Icon-Temporary, un negozio di scarpe itinerante che toccherà 6 località del mondo nelle quali si incontreranno alcuni volti noti del mondo dell’arte e della moda.

Un altro esempio è quello della maison francese Louis Vuitton che presenta la sua ultima collezione in uno spazio al di fuori dei propri negozi. E’ la prima volta che, in Europa, il brand dalle iniziali più famose al mondo, si presenta fuori dai suoi locali.

Il marchio di orologi Hublot, invece, ha esordito con il suo primo temporary store durante il gran premio di Formula 1 a Singapore, inaugurando uno spazio in uno dei più grandi centri commerciali, aperto per soli 10 giorni.

La casa di moda francese Chanel non è certo da meno e l’inverno scorso ha allestito per una settimana un pop up store in un club privato ad Aspen, Stati Uniti.

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