Nel 2026 la domanda è ancora quella: quale laurea dà lo stipendio più alto? La risposta onesta è più noiosa di una classifica da click. Dipende dall’area disciplinare, dall’esperienza, dalla zona d’Italia e dal contratto. I numeri, però, ci sono: li pubblica AlmaLaurea ogni anno, e nel XXVIII Rapporto (giugno 2026) il quadro è chiaro.
L’occupazione dei laureati sale. Le retribuzioni d’ingresso, al netto dell’inflazione, no. A un anno dal titolo lavora circa l’81% di chi ha una laurea di primo livello e l’80,8% di chi ha una magistrale. Lo stipendio netto medio nello stesso intervallo è intorno ai 1.490–1.495 euro. A cinque anni si sale a circa 1.800–1.900 euro netti. Non è la “garanzia di ricchezza” che molti articoli del 2018 raccontavano ancora con cifre da film.
Fonte principale di questo pezzo: XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione (presentato l’11 giugno 2026). Dove parliamo di gruppi disciplinari usiamo le sintesi del rapporto e le riprese coerenti dei dati ufficiali, senza inventare stipendi da 10.000 euro al mese.
Prima della classifica: tre cose che i vecchi articoli sbagliavano
Il testo del 2018 su questo URL elencava Medicina, Ingegneria aerospaziale, Matematica, Informatica e Ingegneria meccanica con cifre spesso non documentate (medico legale da 10.000 euro, NASA, 50.000 euro mensili negli USA). Tre problemi:
- Confondere “laurea” e “carriera matura” — uno specializzando, un libero professionista consolidato e un neolaureato non stanno nella stessa media.
- Citare stipendi esteri come se fossero il mercato italiano.
- Promettere un percorso invece di descrivere una probabilità statistica.
Qui sotto trovi piuttosto: medie AlmaLaurea, aree che di solito pagano meglio, e come usarle senza farti prendere in giro.
I numeri 2026 (occupazione e stipendio)
- Occupazione a 1 anno: 81,2% (primo livello), 80,8% (secondo livello).
- Occupazione a 5 anni: 91,7% e 94,4%.
- Retribuzione netta a 1 anno: 1.491 € (primo livello), 1.495 € (secondo).
- Retribuzione netta a 5 anni: 1.796 € e 1.903 €.
- In termini reali (dopo inflazione), le retribuzioni a un anno sono risultate in lieve calo rispetto all’anno precedente.
Tradotto: laurearsi aiuta a entrare (e a restare) nel lavoro. Non garantisce, da soli, uno stipendio alto nei primi mesi. Il salto retribuito arriva più spesso con esperienza, specializzazione e settore.
Per il quadro generale di domanda e mismatch nelle assunzioni, utile anche la lettura sul mercato del lavoro estate 2026.
Quali aree di studio pagano di più (in media)
AlmaLaurea non pubblica “le 5 lauree miracolose” come una hit parade da talk show. Confronta gruppi disciplinari. Nelle analisi sul Rapporto 2026, rispetto a percorsi meno remunerativi (es. area politico-sociale e comunicazione), emergono gap retributivi a favore di:
- Medico-sanitario e farmaceutico — tra i più alti, con un vantaggio mensile netto rilevante rispetto ai gruppi meno pagati;
- Ingegneria industriale e dell’informazione — forte sia su occupazione sia su retribuzione;
- Informatica e ICT — tra le aree con retribuzioni più consistenti a cinque anni dal titolo;
- Economico-statistico — spesso competitivo, soprattutto con magistrale e competenze quantitative.
Anche l’occupazione a cinque anni è alta in queste aree (nelle sintesi del rapporto: medico-sanitario e farmaceutico intorno al 97%, ingegneria industriale/informazione intorno al 96%, ICT intorno al 95%). Sono medie: dentro “informatica” c’è chi fa stage sottopagati e chi lavora già da mid-level in azienda; dentro “medicina” c’è il percorso lungo di specializzazione.
Medicina e area sanitaria
Restano tra i percorsi più solidi per occupazione. Lo stipendio “alto” non arriva il giorno dopo la laurea: specializzazione, sede, pubblico/privato e tipologia di contratto contano moltissimo. Se ti interessa il pubblico, i bandi e i percorsi di accesso hanno regole proprie (vedi anche i concorsi pubblici più accessibili per figure diverse dal medico).
Ingegneria (industriale, informazione, meccanica…)
Continua a essere una delle aree più richieste dalle imprese. Non serve sognare Ferrari o la NASA: in Italia il pezzo forte è spesso manifatturiero, energy, automotive, software embedded, consulenza tecnica. La differenza di stipendio la fanno settore, lingua inglese, stage di qualità e sede (Nord vs Mezzogiorno).
Informatica e tecnologie ICT
È l’area dove il mercato parla chiaro: domanda alta, mismatch sulle competenze. Attenzione però al titolo da solo: portfolio, linguaggi, cloud, sicurezza o data contano quanto (o più) del voto di laurea. Lo “stipendio alto” arriva più facilmente con esperienza e stack richiesti, non con una lista generica di materie.
Economia, statistica, matematica applicata
Meno “romantici” delle liste virali, ma spesso più realistici: finance, risk, data analysis, consulting. Matematica pura senza specializzazione applicata può richiedere più tempo per tradursi in RAL; con master o esperienza in ambito quantitativo il quadro migliora.
Lauree professionalizzanti: segnale nuovo
Novità del Rapporto 2026: le lauree professionalizzanti (triennali tecniche per edilizia/territorio, agrarie/alimentari/forestali, industriali e dell’informazione) mostrano un tasso di occupazione oltre il 90% già a un anno. Il collettivo è ancora piccolo, quindi è presto per proclamare “il nuovo Eldorado”. È però un segnale utile se cerchi un inserimento tecnico rapido, non una narrativa da classifica stipendiale.
Cosa fa davvero la differenza (oltre il nome del corso)
Se due persone hanno la stessa laurea, lo stipendio può divergere per motivi banali e misurabili:
- Dove lavori — AlmaLaurea conferma un vantaggio di probabilità di occupazione e di retribuzione al Nord rispetto al Mezzogiorno.
- Genere — a parità di condizioni gli uomini risultano più spesso occupati e con retribuzione media superiore (circa 67 euro netti mensili nel rapporto); il gap cresce con i figli.
- Tirocini e orientamento — chi ha fatto tirocini e iniziative di placement soddisfacenti ha probabilità di occupazione più alta e meno disallineamento studi/lavoro.
- Magistrale vs solo triennale — a cinque anni il secondo livello guadagna in media di più; a un anno le medie sono quasi appaiate.
- Coerenza del lavoro — una quota non banale di laureati usa poco le competenze del corso o fa un lavoro per cui il titolo non è richiesto. Quello abbassa stipendio e soddisfazione più del “giorno sbagliato per mandare il CV”.
Se stai cercando lavoro ora, il timing delle candidature e la qualità del profilo contano: ne abbiamo parlato in quando inviare il CV nel 2026.
Come leggere le “classifiche delle lauree più pagate”
Quando vedi un articolo con “top 5 lauree da 4.000 euro”, chiediti:
- È netto o lordo? Mensile o annuale?
- È Italia o estero?
- È neolaureato o profilo con 10 anni di esperienza?
- Cita AlmaLaurea, Istat, Excelsior, JobPricing… o “si dice”?
Una regola pratica: fidati delle medie ufficiali per orientarti, non per scegliere la vita. Se odi programmare, Informatica “che paga” non è un piano. Se ami l’area umanistica, puoi comunque costruire competenze spendibili (lingue, digital, project work) senza fingere che la RAL media sia uguale a Ingegneria.
E se sei già laureato e lo stipendio non arriva?
Non è raro. A un anno molti sono sotto i 1.500 euro netti, e il 66,9% di chi stava per laurearsi nel 2025 dichiara di non voler scendere sotto quella soglia a tempo pieno. Se sei sotto:
- controlla se il ruolo usa davvero le competenze del titolo (o se sei in un work-around temporaneo);
- aggiungi pezzi misurabili: certificazioni richieste dagli annunci, inglese B2+, portfolio, stage mirato;
- valuta un cambio di settore dentro la stessa laurea (es. da commerciale generico a ruolo tecnico-analitico) prima di un master costoso “per speranza”;
- confronta RAL e contratto: un netto basso con straordinari non dichiarati o part-time mascherato non è confrontabile con un full-time netto simile.
A volte il problema non è la facoltà scelta nel 2018, è il mercato locale o il livello entry. In quel caso spostarsi o cambiare azienda dopo 12–18 mesi pesa più di un altro corso online generico.
Domande frequenti
Qual è la laurea con lo stipendio più alto in Italia?
Non esiste un vincitore unico. Nei dati AlmaLaurea 2026 le aree medico-sanitaria/farmaceutica, ingegneria e informatica/ICT sono tra quelle con retribuzioni e occupazione più elevate in media. Dentro ogni area la varianza è ampia.
Conviene una magistrale solo per lo stipendio?
A un anno le medie sono simili; a cinque anni il secondo livello guadagna di più in media. Conviene se apre ruoli o specializzazioni che ti interessano, non come scorciatoia automatica.
Le lauree umanistiche “non pagano”?
In media pagano meno di STEM e sanità, sì. Non significa zero opportunità: editoria, comunicazione, formazione, PA, ONG. Spesso servono competenze aggiuntive e networking. Confronta sempre i dati del tuo corso specifico sul sito AlmaLaurea, non solo le etichette.
Meglio guardare lo stipendio a 1 o a 5 anni?
Entrambi. A un anno vedi l’ingresso; a cinque vedi se il percorso “scala”. Molte carriere tecniche e sanitarie si capiscono meglio a cinque anni.
Dove trovo offerte coerenti con la mia laurea?
Sui portali di settore, nei career service di ateneo e su aggregatori come Clicca Lavoro. Filtra per ruolo e competenze, non solo per la parola “laurea”.
In pratica: come scegliere senza farti abbagliare
Se stai scegliendo (o ripensando) il percorso di studi:
- Apri i dati AlmaLaurea del tuo gruppo disciplinare (occupazione e retribuzione a 1 e 5 anni).
- Guarda 10 annunci reali del lavoro che vorresti fare: quali skill chiedono oltre al titolo?
- Pianifica almeno un tirocinio o un progetto concreto prima della laurea.
- Metti in conto sede e settore: spostarsi di 300 km può valere più di “cambiare facoltà sulla carta”.
Lo stipendio più alto non è un premio assegnato alla laurea “giusta”. È l’esito di domanda di mercato, esperienza e (purtroppo ancora) dove e chi sei. I dati 2026 servono a orientarti, non a prometterti una RAL da brochure.
Aggiornato ad agosto 2026 sulla base del XXVIII Rapporto AlmaLaurea. Verifica sempre i dati più recenti sul sito ufficiale AlmaLaurea per il tuo corso di laurea.